Sergente della Regia Marina in uniforme ordinaria estiva imbarcato sui MAS operanti nel Mediterraneo nel 1942.



Sergente della Regia Marina in uniforme ordinaria estiva imbarcato sui MAS operanti nel Mediterraneo nel 1942.



Oberleutnant z. See (Sottotenente di Vascello) imbarcato sugli U-Boot di base nella Francia atlantica del ’42 in Ausgehanzug estiva.




Comune (marinaio semplice) della Regia Marina in divisa ordinaria cachi per le colonie, categoria dei fuochisti ordinari.



Il figurino riproduce una guardia di P.S. nella tenuta navale adottata fino ai primi anni ’60; si tratta della UOI della Marina Militare su cui sono stati applicati i distintivi di Corpo: il nastro con la scritta “* GUARDIE DI P.S. *” sul berretto ed i filetti cremisi sul solino.




Operazione Jubilee è il nome in codice con cui i comandi alleati denominarono il raid su Dieppe.
Quella che doveva essere un’operazione a sorpresa in cui truppe di terra, appoggiate da carri armati pesanti e supportate da azioni mirate di paracaduti e commando, dovevano danneggiare quante più installazioni portuali nel giro di nove ore (il tempo necessario perché la marea consentisse alle navi di avvicinarsi alla costa) tenendo sotto pressione le difese tedesche con bombardamenti aerei e navali… si dimostrò un disastro e l’esatto contrario di ciò che era stato pianificato dai comandi alleati!
Infatti gli unici a rimanere sorpresi furono i poveri 5.000 soldati canadesi che sul luogo dello sbarco trovarono un fronte difensivo impenetrabile; i tank Churchill riuscirono in un solo punto a lasciare la spiaggia ma senza contribuire in alcun modo alla positiva conclusione del raid; per evitare che i bombardamenti a tappeto potessero coinvolgere la popolazione civile la RAF non dispiegò i bombardieri ma solo caccia con funzioni di appoggio che si trovano presto in netta inferiorità rispetto agli analoghi apparecchi tedeschi decollati dagli aeroporti della Normandia; la Royal Navy che era stata incaricata di cannoneggiare le due batterie costiere poste dai Tedeschi a protezione del porto non poté dislocare che otto cacciatorpediniere ed una manciata di cannoniere.
La battaglia durò circa nove ore e si concluse per gli Alleati con un tasso di perdite umane del 73% e con tutti i mezzi ed i materiali sbarcati caduti in mano al nemico né furono meno pesanti le perdite della Royal Navy e della Royal Air Force.
Se non altro, gli Alleati impararono molto da questa sonora batosta: l’importanza delle comunicazioni tra la testa di ponte ed il comando delle operazioni (gli storici attribuiscono gran parte dell’esito infelice del raid proprio alla mancanza di intelligence), la flessibilità dei piani di attacco (ufficiali e soldati si trovarono completamente impreparati dinnanzi alla resistenza efficace della 302ª divisione di fanteria statica tedesca) e la necessità di distruggere preventivamente le postazioni di artiglieria costiera (il fuoco incrociato delle batterie “Bismarck” e “Hindenburg” provocò moltissime vittime tra i soldati inchiodati sulle spiaggia di ciottoli di Dieppe).
Queste lezioni si dimostrarono preziose due anni dopo, nella preparazione e nell’esecuzione del D-Day, il 6 giugno del ’44.
Tra le forze tedesche impegnate nel contrasto allo sbarco alleato ci furono anche reparti della Kriegsmarine che appoggiarono validamente l’attività bellica della fanteria. Pur non avendo una vera e propria fanteria di marina (sul modello dell’U.S. Marine Corps, per intenderci) la Marina da Guerra del Terzo Reich ebbe nel corso della sua storia diverse unità incaricate di operare a terra. Protezione delle basi navali, artiglieria costiera, difesa navale antiaerea, genio navale furono gli impieghi più rilevanti.
I figurini che seguono rappresentano un Matrose (marinaio comune) equipaggiato con la mitragliatrice MG 34, un Obersteuermannsmaat (capo di 1ª classe) armato di MP 28 Schmeisser ed un Stabsbootsmann (maresciallo) che impugna una Luger P08; per tutti il contesto storico e geografico è proprio la Dieppe di quel 19 agosto 1942.









La Tirpitz, seconda ed ultima unità della classe Bismarck, ha avuto una ben strana vita operativa: entrata in servizio nel 1941, essa prese parte a ben poche azioni belliche (Operazione Sportpalast, marzo 1942; Operazione Rosselsprung, luglio 1942; Operazione Sizilien, marzo 1943) e passò la maggior parte della sua vita a cercare riparo nei fiordi della Norvegia dagli attacchi aerei e sottomarini degli Alleati.
Più volte gravemente danneggiata, nel novembre del ‘44 la corazzata riparò nel fiordo di Tromsø dove 31 bombardieri pesanti Lancaster della RAF nel corso dell’Operazione Cathechism la centrarono con tre bombe Tallboy dal peso di 5.400 kg provocandone il capovolgimento e l’affondamento.
Pertanto, il compito più rilevante che la Tirpitz svolse per la Kriegsmarine e per il Terzo Reich fu quello di costituire da sola una vera e propria fleet in being, come la definirono gli Alleati, e cioè di tenere in scacco gran parte delle unità navali ed aeree di Gran Bretagna e dell’URSS nel Mar di Norvegia per il solo fatto di esistere e per il suo potenziale distruttivo, peraltro mai realizzato in battaglia.
Il figurino rappresenta un artigliere impiegato come servente ai pezzi contraerei binati FlaK SKC/28 da 105 mm della Tirpitz nell’estate del 1942.


Il K-19 è stato un sottomarino nucleare sovietico di classe Hotel I entrato in servizio nel 1961 e radiato nel 1991 che, a causa dei numerosi e a volte tragici incidenti che ne hanno costellato la trentennale vita, si è guadagnato il poco simpatico nomignolo di “Hiroshima”.
L’incidente più noto, avvenuto nel luglio 1961, ha ispirato il film “K-19: The Widowmaker” di Kathryn Bigelow con Harrison Ford e Liam Neesom. Il sottomarino “fabbicante di vedove” ha un incidente al reattore nucleare che rischia non solo di far colare a picco la nuovissima unità ma anche di provocare una terza guerra mondiale; solo la dedizione e l’eroismo dei membri dell’equipaggio riusciranno a salvare il K-19 e la pace nel mondo.
Nel 2002 la Dragon / Cyber-hobby ha prodotto su licenza ed in serie limitata un figurino in 1:6 che ritrae Harrison Ford nei panni del capitano Alexei Vostrikov, comandante del SSBN K-19.






Cari amici,
ho voluto realizzare un lavoro per ricordare un Uomo, un Soldato, un Esempio per tutti Noi,
a due anni dalla Sua scomparsa.
Sto parlando del Generale Giuseppe Palumbo, eroe di El Alamein, in questo mio lavoro ho realizzato un mix che abbracciasse e concentrasse i vari periodi storici da Lui vissuti, ho così pensato di fargli indossare l’uniforme che indossava dopo aver espugnato Forte Harrington, ma inserendo anche le mostrine ed i gradi da Colonnello, che rappresentano il periodo dove ha Comandato la Scuola Militare di Paracadutismo (S.MI.PAR), facendogli indossare il basco Amaranto ma presentando anche una foto che lo ritrae con mimetica e basco grigio verde sotto braccio.
Di seguito, una presentazione del personaggio per coloro che non lo conoscono, una sorta di Biografia tratta dall’articolo apparso sulla rivista “Folgore” N.2 del Febbraio del 2009.
Grazie a tutti per l’attenzione! Continua a leggere